Oltre l'empatia: un'esplorazione fra compassione razionale e sistemica

Pubblicato su: - (2025)

Design Thinking Pensiero Sistemico Business Rigenerativi Innovazione Sostenibile

Abstract

Il mini-saggio affronta la definizione dell'empatia come "debolezza fondamentale della civiltà occidentale" espressa da Musk, esplorando la tensione tra empatia, razionalità e pensiero sistemico. Partendo dalla "compassione razionale" di Paul Bloom, l'autore sviluppa il concetto di "compassione sistemica" come sintesi che integra empatia, analisi razionale e consapevolezza delle interconnessioni, applicandolo al design di business rigenerativi.

Oltre l'empatia: un'esplorazione fra "compassione razionale" e sistemica

Introduzione

Ho recentemente incrociato un dibattito nato da alcune dichiarazioni controverse di Elon Musk nel podcast di Joe Rogan in cui Musk definisce l'empatia come:

"la debolezza fondamentale della civiltà occidentale"

e propone il concetto di "empatia suicida" come un atteggiamento che porta a decisioni autodistruttive.

Questa provocazione, amplificata da un post critico del professor Stefano Micelli, mi ha spinto a esplorare le tensioni tra empatia, razionalità e pensiero sistemico — un'indagine per me particolarmente rilevante alla luce di più di dieci anni di lavoro usando mindset e strumenti del design thinking e di un progetto che sto sviluppando che mira a diffondere pratiche di co-design per giungere a modelli di business rigenerativi. Sotto al post di Micelli interviene con un commento Andrea Giuliodori citando gli studi del Professore di Psicologia e Scienze Cognitive della Yale University, Paul Bloom. Andrea mi ha aperto un filone di riflessioni[^A] che mi hanno portato a scrivere queste parole.

Qui voglio esplorare delle tensioni emerse da queste considerazioni attraverso tre domande fondamentali che mi sono posto:

  1. Come possiamo integrare empatia, razionalità e pensiero sistemico in un framework coerente?
  2. In che modo la "compassione razionale" proposta da Paul Bloom sfida e complementa la nostra comprensione tradizionale dell'empatia?
  3. Quali implicazioni ha questa integrazione per la progettazione di business rigenerativi?

1. La "Compassione Razionale": un'alternativa all'empatia?

In che modo la "compassione razionale" di Bloom sfida la nostra (mia) comprensione sull'empatia?

Bloom, nel suo libro "Against Empathy: The Case for Rational Compassion" (2016), definisce la compassione razionale come

"volere che le persone prosperino" senza necessariamente condividere le loro emozioni[^1]. >

Questo concetto si distingue dall'empatia tradizionale lungo quattro dimensioni fondamentali:

  • Natura: razionale vs emotiva;
  • Bias: neutralità universale vs preferenza per chi è simile o vicino;
  • Sostenibilità: resistenza all'esaurimento emotivo vs vulnerabilità al burnout;
  • Decisioni morali: analisi logica vs reazione emotiva immediata.

Bloom cita numerosi studi che dimostrano come l'empatia spesso generi azioni parziali e insostenibili. Ad esempio, tendiamo a rispondere più intensamente a singole storie di sofferenza piuttosto che a statistiche che rappresentano migliaia di persone: un fenomeno chiamato "collasso statistico della compassione"[^2]. Questo porta a decisioni morali problematiche, come allocare risorse in modo sproporzionato verso casi emotivamente coinvolgenti piuttosto che dove potrebbero generare il massimo beneficio.

D'altra parte, la compassione razionale si allinea con l'altruismo efficace, un movimento che applica l'analisi costi-benefici alle azioni altruistiche per massimizzarne l'impatto positivo[^3].

Alla fine, la dicotomia empatia/razionalità è troppo semplicistica. La mia analisi suggerisce che questa opposizione netta tra empatia e razionalità è problematica per tre ragioni:

  1. ignora l'empatia cognitiva: la ricerca distingue tra empatia emotiva (sentire ciò che l'altro sente) ed empatia cognitiva (comprendere la prospettiva altrui senza necessariamente condividerla emotivamente)[^4]. Quest'ultima condivide caratteristiche significative con la compassione razionale.

  2. trascura l'integrazione mente-corpo: tradizioni come il buddismo mostrano che compassione ed emozione possono coesistere attraverso pratiche di addestramento emotivo, superando il dualismo cartesiano implicito nell'approccio di Bloom[^5].

  3. Sottovaluta la complementarità dei processi cognitivi: il modello di Kahneman sui due sistemi di pensiero suggerisce che decisioni etiche efficaci integrano intuizione emotiva (Sistema 1) e valutazione analitica (Sistema 2)[^6].

2. Verso una "Compassione Sistemica"

Come possiamo integrare empatia, razionalità e pensiero sistemico?

L'opposizione binaria tra empatia e razionalità trascura la dimensione sistemica essenziale per affrontare problemi complessi, ovvero la quasi totalità dei problemi che ci troviamo quotidianamente ad affrontare. Una prospettiva più integrata ci permetterebbe di considerare:

  • Le relazioni circolari tra individui e contesti;
  • Le proprietà emergenti dei sistemi complessi;
  • I cicli di feedback che amplificano o moderano gli effetti.

Ho provato a domandarmi quali approcci esistenti offrissero spunti per questa integrazione.Tre tradizioni offrono prospettive complementari:

  1. La compassione buddista (karuna) integra consapevolezza emotiva e metacognitiva, estendendo la preoccupazione a tutti gli esseri senzienti[^7].

  2. Il pensiero sistemico riconosce che "puoi controllare molto meno di quello che pensi, ma influenzare molto più di ciò che credi"[^8], superando l'illusione del controllo razionale completo.

  3. La teoria dei due sistemi di Kahneman dimostra che l'empatia non è esclusivamente Sistema 1 (emotivo), ma include anche componenti deliberative del Sistema 2 (razionale)[^9].

C: La compassione sistemica come sintesi

Propongo il concetto di "compassione sistemica" come integrazione di queste prospettive. Essa combina:

  • la preoccupazione per il benessere altrui dalla compassione razionale;
  • l'attenzione all'esperienza soggettiva dell'empatia;
  • la comprensione delle interconnessioni del pensiero sistemico;
  • l'addestramento emotivo della tradizione buddista;
  • l'integrazione Sistema 1/Sistema 2 di Kahneman.

Questa compassione sistemica è caratterizzata da:

  1. consapevolezza metacognitiva: riconoscere i propri processi empatici e razionali;
  2. addestramento emotivo: coltivare risposte emotive equilibrate;
  3. comprensione circolare: riconoscere la circolarità delle relazioni;
  4. integrazione deliberativa: utilizzare consciamente sia Sistema 1 che Sistema 2;
  5. orientamento all'impatto: considerare gli effetti di ampia scala e a lungo termine.

3. Applicazioni al Design Rigenerativo

Da un punto di vista estremamente pratico, la domanda che mi pongo è come applicare la compassione sistemica alla progettazione di business rigenerativi evolvendo o integrando, ad esempio, il lavoro di "empatia" dei processi di Design Thinking.

I business rigenerativi mirano non solo a minimizzare i danni o gli impatti negativi sul pianeta ma a generare impatti positivi su ecosistemi naturali e sociali — un obiettivo che richiede un'integrazione sofisticata di empatia, analisi razionale e pensiero sistemico.

L'integrazione della compassione sistemica nei processi di co-design può avvenire attraverso:

  1. Tecniche di empatia espansa: estendere le tradizionali mappe di empatia per includere relazioni, feedback e impatti sistemici;

  2. Domande circolari: adattare le "domande circolari" della terapia sistemica per esplorare relazioni complesse tra stakeholder. Ad esempio: "Come cambierebbe la percezione di questo problema se fossimo nel 2050?"[^10]

  3. "Grafici circolari di processo": visualizzare cicli di feedback e relazioni non lineari tra elementi del sistema[^11].

  4. Valutazione multi-prospettiva: utilizzare diverse "posizioni percettive" per valutare soluzioni da prospettive diverse, incluse quelle di stakeholder distanti o entità non umane.

Tutto questo potrebbe portare allo sviluppo di un sistema di Design integrato.

Per implementare efficacemente la compassione sistemica, propongo un processo in quattro fasi:

  1. Immersione empatica espansa: utilizzare strumenti di empatia tradizionale potenziati da domande circolari per comprendere sia esperienze individuali che relazioni sistemiche.

  2. Analisi integrata: combinare intuizioni empatiche e valutazioni analitiche, adottando una "visione doppia" che consideri simultaneamente esperienze individuali e impatti sistemici.

  3. Ideazione bilanciata: Alternare deliberatamente tra creatività intuitiva (Sistema 1) e valutazione critica (Sistema 2), considerando l'impatto su diversi livelli di sistema.

  4. Implementazione adattiva: Creare feedback loop che monitorino sia esperienze soggettive che impatti sistemici, adottando un approccio di "influenza" piuttosto che "controllo".

Conclusione

La controversia innescata dalle provocatorie dichiarazioni di Musk sull'"empatia suicida" ci ha portati a esplorare le complesse interrelazioni tra empatia, razionalità, design e pensiero sistemico.

Questa prima esplorazione mi suggerisce che se dobbiamo trovare una vera debolezza all'adozione dell'empatia come mindset e alla sua integrazione nelle nostre pratiche quotidiane, questa non sia nell'empatia in sé, ma in un approccio frammentato che separi artificialmente emozione, razionalità e comprensione sistemica.

La compassione sistemica emerge come un'alternativa promettente: non rinuncia all'empatia né la eleva a unica guida, ma la integra in un framework più ampio che riconosce la complessità dei processi cognitivi ed emotivi umani e le interconnessioni dei sistemi socio-ecologici.

Per il design di business (soprattutto rigenerativi), questo approccio offre una via per superare la falsa dicotomia tra attenzione all'umano e considerazione sistemica. Come suggerisce Bateson, "la ricompensa per questo lavoro non è il potere, ma la bellezza"[^12] — forse la bellezza di un'integrazione che rispetti sia la ricchezza dell'esperienza umana che la complessità dei sistemi in cui siamo immersi.


Note

[^1]: Bloom, P. (2017). Against Empathy: The Case for Rational Compassion. Random House.

[^2]: Slovic, P. (2007). "If I look at the mass I will never act": Psychic numbing and genocide. Judgment and Decision Making, 2(2), 79-95.

[^3]: MacAskill, W. (2015). Doing Good Better: How Effective Altruism Can Help You Make a Difference. Penguin.

[^4]: Decety, J., & Jackson, P. L. (2004). The functional architecture of human empathy. Behavioral and Cognitive Neuroscience Reviews, 3(2), 71-100.

[^5]: Ricard, M. (2015). Altruism: The Power of Compassion to Change Yourself and the World. Little, Brown and Company.

[^6]: Kahneman, D. (2011). Thinking, Fast and Slow. Farrar, Straus and Giroux.

[^7]: Wallace, B. A. (2001). Intersubjectivity in Indo-Tibetan Buddhism. Journal of Consciousness Studies, 8(5-7), 209-230.

[^8]: Citazione dagli appunti di Sperzagni sulle applicazioni del pensiero sistemico.

[^9]: Peters, E. (2012). Beyond Comprehension: The Role of Numeracy in Judgments and Decisions. Current Directions in Psychological Science, 21(1), 31-35.

[^10]: Sperzagni, C. (2024). Imparare a connettere. Nuovi schemi di pensiero per capire un po’ meglio il mondo del XXI secolo e agire di conseguenza. ilmiolibro self publishing.

[^11]: Concetto menzionato negli appunti di Sperzagni per la visualizzazione di dinamiche sistemiche.

[^12]: Bateson, G., citato negli appunti di Sperzagni.

[^A]: Temo che Musk non menzioni le idee di Bloom, ma di un analista (indicato come "God's side", probabilmente riferendosi a Michael Shellenberger) sul concetto di "empatia suicida".