Dal cambiamento alla rigenerazione: un viaggio personale

Quando facilitare non basta più

Come facilitatore di processi di cambiamento organizzativo, ho trascorso anni aiutando aziende e team a navigare le acque turbolente della trasformazione. Ho disegnato processi, orchestrato workshop LEGO® SERIOUS PLAY®, creato spazi di dialogo dove le persone potevano immaginare insieme nuovi futuri.

Ultimamente mi pongo una domanda sempre più insistente: è abbastanza?

Mi ritrovo a riflettere su come il mio ruolo di "compagno di viaggio" – quello che aiuta le organizzazioni a visitare nuovi spazi di apprendimento – potrebbe evolvere verso qualcosa di più profondo, più sistemico, più... rigenerativo.

L'intuizione che non mi lascia dormire

Qualche notte fa, mentre aggiornavo il mio journal, ho avuto un'intuizione che non mi ha più abbandonato:

"Sento sempre più forte l'idea di rendermi interprete in prima persona del concetto di attivismo... Trovare e creare un'associazione o un ente no-profit del terzo settore che unisca tutti i puntini fra sostenibilità, rigenerazione, business design, network per i professionisti."

E poi la domanda che ha cambiato tutto: What if?

What if potessi trasformare il mio approccio alla facilitazione in qualcosa che abbia un impatto più ampio? Cosa succederebbe se il cambiamento che aiuto a facilitare fosse orientato non solo all'efficienza o all'innovazione, ma alla rigenerazione – delle persone, delle organizzazioni, del pianeta?

Dalla consulenza all'attivismo rigenerativo

La facilitazione ha sempre avuto a che fare con il potenziale. Con quell'energia dormiente che esiste nelle organizzazioni e che, con i giusti strumenti, può essere risvegliata. Ma forse è tempo di alzare la posta.

Negli ultimi mesi ho iniziato a esplorare i modelli rigenerativi di business e leadership. Ho scoperto che c'è una fondamentale differenza tra:

  • Cambiamento sostenibile: fare meno danni, ridurre l'impatto negativo
  • Cambiamento rigenerativo: creare sistemi che restituiscono più di quanto prendono, che guariscono anziché semplicemente non ferire

E questa differenza mi ha fatto ripensare completamente al mio lavoro.

Un ponte tra mondi

Quello che vedo mancare è un ponte. Un ponte tra il mondo delle piccole imprese e dei professionisti – spesso concentrati sulla sopravvivenza quotidiana – e le grandi visioni rigenerative che potrebbero trasformare il nostro modo di lavorare e vivere.

Immagino un'entità che possa:

  • Offrire formazione accessibile sui modelli rigenerativi
  • Creare comunità di pratica dove condividere esperienze e soluzioni
  • Sviluppare strumenti open source per l'enterprising leadership
  • Facilitare collegamenti tra profit e non-profit per progetti ad alto impatto

Non un'agenzia di consulenza, ma un catalizzatore di trasformazioni sistemiche. Non un fornitore di servizi, ma un movimento di professionisti e organizzazioni che vogliono essere parte della soluzione.

Dal pensiero all'azione

Non ho tutte le risposte. Sto ancora esplorando questo territorio sconosciuto, facendo piccoli esperimenti invece di grandi piani, seguendo quello che mi dà energia piuttosto che imponendo strutture rigide.

Ma so che c'è qualcosa di potente in questa visione di una facilitazione rigenerativa. Qualcosa che va oltre il "getting things done" verso un "getting things regenerated".

Forse questa è l'evoluzione naturale del mio percorso: da consulente a catalizzatore, da facilitatore a bridge-builder tra mondi che raramente si parlano ma che insieme potrebbero creare un futuro più florido per tutti.

Un invito a pensare insieme

Non considero queste riflessioni come la fine di un percorso, ma come l'inizio di una conversazione. Una conversazione che, spero, possa generare nuove possibilità per tutti noi che ci sentiamo, a volte, "eroi solitari" nel cambiamento.

Perché forse, insieme, possiamo essere molto più che eroi. Possiamo essere catalizzatori di un futuro rigenerativo.


"Il mio sogno è quello di aprire una nuova via nelle modalità di lavorare e collaborare." – Questo era il mio manifesto personale qualche anno fa. Oggi aggiungerei: "...una via che non si limiti a cambiare, ma che rigeneri."

Come posso aiutarti?

Non farti problemi, scambiamo due parole: dal confronto nascono sempre idee inaspettate.